arretrati, i castori, la sagra e lady gaga
by dancardinale
Tip of the day: “Machines” – Biffy Clyro
Ecco cosa succede quando si rimandano i compiti all’ultimo minuto. Ho fatto moltissime cose di ogni tipo in queste settimane e non le ho raccontate. Ho provato a indagare sulla scemata urgenza di aggiornare il blog: ci sono probabilmente diversi motivi, tra questi il fatto che non mi sorprendo più tanto facilmente. Di Toronto, dell’Ontario e del Canada, e di tutti gli esseri che vi abitano. E quanti sono. Questa città è un servizio: non è dei canadesi, non è di nessuno, è un servizio prestato a tutti quelli che ci vivono: persone arrivate da tutto il mondo per necessità o per opportunità che qui hanno semplicemente trovato un posto che funziona, aperto a tutti. Dopo 2 mesi ho smesso di credere che qui sia tutto perfetto, che siano tutti perfetti, ma ecco non posso non notare la differenza con la mia città, con il mio paese di origine. E questa Italia che ancora non mi manca (anche perchè qui di Italia vera o presunta ne trovi ovunque) mi sembra un paese, non un Paese.
Checcazzo possibile che mentre qui 5 milioni di esseri umani cinesi africani indiani americani messicani giapponesi tedeschi polacchi riescono con ottimi risultati a convivere e a contribuire significativamente all’economia, nel mio pAESE si vota per un referendum che non può raggiungere il quorum se prima non si informano i cittadini con un linguaggio comprensibile su cosa e perchè dovrebbero essere interpellati, e intanto vengono distratti da penosissime sassaiole mediatiche sulle abitudini del premier? Mi sento in imbarazzo a volte ad essere italiano all’estero, ho la tentazione di voler tornare a casa perchè almeno lì ci sei dentro, siamo abituati, ci abituiamo a tutti, impariamo a passare con il rosso, sappiamo dove sono gli autovelox, dove non ti fanno la multa anche se non puoi parcheggiare…mezzucci, sotterfugi, inganni.
I miei giorni a Toronto.
Ho firmato il mio primo contratto di lavoro, e non è stato necessario conoscere nessuno “mi manda X” “sono amico di Y” “fai un favore a Z”.
Ho cominciato a vincere le partite della domenica, con un sensibile miglioramento della forma atletica, stanno arrivando anche i primi numeri, finalmente il corpo asseconda in tempo reale i suggerimenti talvolta geniali del cervello!
Ho avuto la mia prima influenza, ed è stato noiosissimo rimanere a casa (poco più che un monolocale) da solo 4 giorni senza parlare con nessuno. Mi è servito di lezione, perchè sto scoprendo quante migliaia di cose devo imparare, piccole cose che in Italia, in famiglia, dai per scontate o che altri conoscono al posto tuo, e altre che qui son diverse: altre leggi, altre regole, altre consuetudini. Per esempio, per legge quando tossisco devo mettere il braccio davanti alla bocca, non le mani, per evitare contagi.
Sono stato a Midland, Georgian Bay, 2 ore a nord di Toronto insieme a Ricardo Gris Blanca e Joe (cito i nomi per internazionalizzarvi un po’!). Signori, il Canada è bellissimo. Punto. Amo la natura e amo le metropoli, e sono qui, in abbondanza.

Midland è sul lago Huron, ed è l’insediamento in cui nel 1642 arrivarono i cattolici francesi del Quebec, gesuiti, i martiri canadesi appunto. 1000 km a bordo di canoe, non oso immaginare quanti metri avrei potuto fare io nelle loro condizioni. Nel 1930 sono stati dichiarati santi e in seguito patroni del Canada. Ricardo mi dice che in 5 anni in Canada, questo rimane uno dei posti più belli che abbia visitato, appena ha una scusa viene qui, anche da solo, per passeggiare lungo i laghi, in mezzo a castori e tartarughe. Non sto qui a dirvi quanto fossi contento ed esaltato nell’essere lì davvero, con i castori che attraversavano il lago e le tartarughe che deponevano le uova, non riuscivo proprio a contenere la gioia e ripetevo a Joe, canadese doc ma di origini filippine “no no no no no no no no no Joe, io devo rimanere a vivere qui, io devo rimanere qui Joe” e pensavo al lago Sinizzo dilaniato dal terremoto, sicuro che se mio padre fosse stato qui avrebbe detto “eh ma il lago Sinizzo è un’altra cosa!”.

I giorni con l’influenza hanno portato una massiccia dose di depressione, bisogno di casa, di Roma, di Milano (non so perchè, mi manca più di Roma!), così ieri, convalescente ho raggiunto i miei amici e una delle persone con cui ho iniziato a lavorare a Little Italy per il “Taste of Little Italy”, folkloristica festa “de” paese. Sì perché di fatto, nonostante avessi la CN Tower e i grattacieli davanti agli occhi, su College Street altro non c’era che una comune sagra di paese, bancarelle, stand culinari, bande musicali. Per la cronaca, a poche centinaia di metri, su Queen Street, i Jonas Brothers presentavano i Much Music Video Awards (causa febbre sabato ho perso l’EdgeFest con Alexisonfire, Billy Talent, Moneen, AFI, Cancer Bats e altre 10 band!!). Siamo passati di lì per una mezz’ora, l’evento era all’aperto non negli studi televisivi (ho fatto in tempo a vedere Lady Gaga, Nickelback e Black Eyed Peas ma ho perso di nuovo il live dei miei adorati Alexisonfire!).
Tornando a College st., bevendo una birra Moretti da “Sicilian Ice Cream”, mentre la Pino Cea Band suonava i Ricchi e Poveri, dopo quei 4 giorni chiuso in casa e due mesi lontano dall’Italia, mi son sentito, prima sorpreso poi divertito, nuovamente e perfettamente a mio agio. Tu voi fà l’americano ma sei nato in Italì. Quest’è.
Come dice il nuovo direttore del Tg1, Minzolini: «Ho visto celebri mangiapreti nelle vesti di novelli Savonarola». Da quando sei andato via, si è accentuato il voyeurismo ,anzi, lo spetteguless è diventato il cavallo di battaglia dell’unico avversario di Berlusconi, l’onorevole “La Repubblica”. Che noia. Comunque meglio oggi che trent’anni fa, quando per distrarre il Paese dalle manovre politiche si buttavano le bombe o si rapiva qualche deputato. Statti bene e spargi l’attesa notizia: per la festa di San Josemarìa il 26 giugno The Bad Lines – Live in BurnedRuralHome ( Casalbruciato….).
Ciao Dan,
Mi ha fatto piacere sentirti dire che qui non e’ tutto perfetto, che non siamo perfetti. Saremo pure avanti anni luce, ma anche noi abbiamo i nostri problemi e persino l’emergenza rifiuti! Speriamo che non duri 16 giorni come nel 2002! E’ stato davvero orrendo!
molto bello quest’ ultimo aggiornamento del
Ma dove lavori?
Volevo solo dirti che non si riesce ad andare sul blog dal link che hai messo nel tuo profile di FB.
A bello stai architettando lo sbarco per i tuoi futuri connazionali??
Io continuo a scrivere per il disco Vanilla impazzendo tra un testo e l’altro e decine di canzoni.
Ora pro nobis.
Vinx.